Questo glossario spiega i termini specialistici della biologia, della botanica, della zoologia e della micologia, nonché i termini utilizzati in cecidologia. Il suo scopo è facilitare la comprensione dei numerosi termini specialistici utilizzati nella galleria fotografica e nelle pagine informative di questo sito web.
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Numero di organismi presenti o, nel caso dei funghi, anche di corpi fruttiferi per unità di superficie o in relazione a un determinato tipo di vegetazione. Negli studi di ecologia fungina, l’abbondanza viene determinata mediante diversi metodi, per esempio, mediante il conteggio o la pesatura di i corpi fruttiferi.
Gli acari galligeni (Eriophyidae) sono acari minuscoli, lunghi soltanto circa 0,2 mm. Con la loro attività di suzione provocano caratteristiche galle su numerose specie vegetali. A seconda della specie, queste galle possono avere forme diverse, come deformazioni dei germogli (increspature) o strutture simili a pustole sulle foglie. Gli acari galligeni svernano generalmente nelle ascelle fogliari o tra le squame delle gemme delle loro piante ospiti e, quando le piante germogliano in primavera, si spostano sulle foglie. Ogni specie di acaro galligeno è specializzata su un ospite specifico.

L’acervulo è un conidioma di cosiddetti funghi imperfetti, in particolare di fitoparassiti. L’acervulo è costituito da un compatto cuscinetto miceliale, immerso nel tessuto dell’ospite, a forma di disco e nettamente delimitato, sul quale i conidiofori sono disposti a palizzata. La struttura è inizialmente ricoperta dall’epidermide dell’ospite, che in seguito si lacera quando maturano i conidi. I funghi che formano acervuli sono riuniti nell’ordine-forma Melanconiales. Negli acervuli si formano aleuriospore, blastospore o fialospore. Occasionalmente vengono indicati come acervuli anche gli uriedi e i teli delle Uredinales e, più raramente, i sori delle Ustilaginales.

Termine ecologico riferito alle specie che prediligono gli ambienti acidi. I funghi acidofili si trovano esclusivamente o prevalentemente su substrati con un pH inferiore a 6,5. Vedi anche basofilo.
Adulto è sinonimo di maturo e indica, in particolare, la fase della vita di un organismo successiva al raggiungimento della maturità sessuale.
L’Aecidium è una struttura fruttifera a forma di coppa nel quale si formano le aecidiospore dei funghi della ruggine (Uredinales). Gli aecidi si sviluppano sulla pagina inferiore delle foglie della pianta ospite. L’immagine mostra un dettaglio di Aecidium ranunculis-acris.

L’aecio, o Aecium, è una struttura sporifera che compare nella forma asessuata dei funghi della ruggine (Pucciniales), i quali crescono come endoparassiti delle piante vascolari. Si tratta di un micelio con cellule binucleate che, per distacco, forma le cosiddette aeciospore. A seconda della forma degli aeci, i funghi della ruggine la cui forma principale non è nota vengono suddivisi in diversi generi-forma: Caeoma per gli aeci semplici senza peridi (pareti del vaso), Aecidium per i corpi sporigeni a forma di coppa con peridi aperti superiormente, Peridermium per gli aeci con pareti inizialmente chiuse a cupola e Roestelia per le specie che formano peridi reticolati.
Riproduzione senza fecondazione, detta anche riproduzione asessuata, partenogenesi.
Con spora cilindrica, ricurva e unicellulare, simile a un fagiolo o a una salsiccia, in particolare per quanto riguarda conidi e ascospore.

Colorazione violacea o nera delle pareti cellulari (anche delle ornamentazioni delle spore o della polvere sporale) nel reagente di Melzer. È un carattere particolarmente importante soprattutto nei gruppi di funghi a spore bianche.
Stadio di sviluppo dei funghi pleomorfi nel quale non si formano meiospore (stadio imperfetto, forma asessuata). La riproduzione avviene generalmente per mezzo di conidi. Il suo contrario è un teleomorfo o forma principale, cioè uno stadio di sviluppo di un fungo nel quale, per effetto di un processo sessuale, si formano stadi riproduttivi chiamati meiospore.
Botanica: termine utilizzato con significati diversi, sia per indicare il contatto parziale e la fusione di fasci xilematici o nervature fogliari, sia per il collegamento di due nervature fogliari più robuste mediante due più sottili.
Micologia:
nei funghi: a) collegamento di due ife della stessa specie, mediante fusione diretta delle ife o formazione di germogli laterali; con l’anastomosi i protoplasti delle due cellule si uniscono, rendendo possibile, ad esempio, il passaggio o lo scambio dei nuclei cellulari nell’altra cellula; b) collegamento tra le lamelle disposte radialmente sulla pagina inferiore del cappello dei funghi a lamelle.

Termine che indica corpi fruttiferi dei funghi dotati di un’apertura preformata per la dispersione delle spore, che rimane chiusa almeno fino alla maturazione delle spore, ad esempio nei funghi gasteroidi, nei quali la peridia spesso si apre in modo caratteristico, come nei gasteri molli, nei geastri o in molti Ascomiceti.

L’apicolo è la porzione basale ristretta delle basidiospore, mediante la quale le spore sono attaccate agli sterigmi.

Rigonfiamento del gambo alla base di un contenitore di spore o di una spora, ad esempio alla base dell’endoperidio di alcuni geastri (Gestrales), oppure un cercine anulare alla base della capsula di alcuni muschi.

Gli apoteci sono corpi fruttiferi aperti, a forma di scodella, disco o coppa, degli Ascomiceti o dei licheni. In questo caso, la superficie sporifera è libero, a differenza del peritecio chiuso.

Meccanismo di apertura dell’apice degli aschi degli Ascomiceti che consente la liberazione delle ascospore, detto anche apertura dell’asco.
Insetti completamente privi di ali e quindi incapaci di volare.
Stile di vita degli animali che vivono prevalentemente sulle chiome degli alberi e sono adattati a questo ambiente.
Gli archeofiti sono piante alloctone che in una determinata regione non sono indigene, ma vi sono immigrate molto tempo fa, prima del 1492, oppure sono state introdotte dall’uomo.
L’arrotolamento e il ripiegamento delle foglie sono causati da una crescita più rapida della pagina inferiore della foglia oppure da un’inibizione della crescita nella pagina superiore. Di conseguenza possono formarsi pieghe o ripiegamenti ovali sulla pagina superiore, che ospitano l’organismo responsabile e lo proteggono dagli influssi ambientali e dai predatori, ad esempio l’arrotolamento fogliare causato dal tentredinide Phyllocoptes goniothorax oppure il ripiegamento fogliare causato dal cecidomide Macrodiplosis pustularis.
Cellula prevalentemente cilindrica e a forma di sacco nella quale, negli Ascomiceti (Ascomycetes), si formano le spore. Nei tartufi gli aschi sono spesso a forma di sacco.

Corpo fruttifero degli Ascomiceti, nel quale si sviluppano gli aschi.
Gli Ascomiceti (Ascomycetes) formano le loro spore in sacchi (aschi), da cui deriva il nome.
Gli assimilati sono sostanze organiche ricche di energia prodotte nelle piante nel corso dei processi di assimilazione.
L’assimilazione comprende i processi metabolici attraverso i quali sostanze assorbite dall’organismo vengono trasformate in sostanze proprie. Questi processi richiedono energia. La fotosintesi, per esempio, è una forma di assimilazione. Le piante verdi e alcune specie di batteri possono ricavare dalla luce l’energia necessaria per l’assimilazione. Assorbono dall’ambiente sostanze inorganiche ed estranee all’organismo, come acqua, sali minerali e anidride carbonica, e le trasformano durante la fotosintesi in sostanze organiche ricche di energia proprie dell’organismo, come zuccheri, grassi e proteine. Le sostanze proprie dell’organismo e ricche di energia che si formano durante l’assimilazione sono dette assimilati.